Fine Art Travel Photography: Il Parco dei Mostri di Bomarzo

Blog, Fotografia, Racconti di Viaggio

Il Parco dei Mostri di Bomarzo sembra essere uscito da un sogno.
Attraversare i suoi sentieri con mostri e figure misteriose nascosti nella vegetazione è come compiere un percorso alchemico.
Commissionato a Pirro Ligorio da Pier Francesco Orsini, il parco è stato costruito in onore della moglie di quest’ultimo, Giulia Farnese, dopo la sua dipartita. Mi ricorda la storia della costruzione del Taj Mahal: anche questo edificio è un monumento all’amore. 

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Erano molti anni che desideravo andare a Bomarzo e finalmente nel gennaio scorso ci sono riuscita.
Quando si varca la sua soglia si sente di entrare in un mondo magico.
Appena entrati ci hanno salutato due sfingi con scritte criptiche di colore rosso. 
Scendendo una scala, dietro un angolo, ci comparsero dinanzi due giganti intenti in una lotta: intorno a noi solo il cinguettio degli uccelli e lo sciabordio dell’acqua di un fiumicciatolo lì vicino. Sotto di loro mi sono sentita tanto piccola e indifesa.

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Proseguendo, il fiume si allargò e si ingrossò e tra le sue acqua apparve quella che doveva essere un’orca, le fauci spalancate. Il rumore dell’acqua qui è assordante, pare di essere vicino a una cascata.
E poi, d’improvviso, mi voltai e la vidi, avvolta da un fascio di luce: mi sembrava di sognare. Nel centro di un spiazzo incorniciato dagli alberi c’era una fontana spenta e, su un basamento di finte rocce, un Pegaso. E’ tra le statue che mi hanno emozionato di più. 

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Procedendo nel silenzio, di tanto in tanto comparivano templi e sculture che sembaravano essere stati abbandonati da una civiltà misteriosa.
Ad un certo punto giungemmo alla casa storta. Questo edificio è unico. E’ stato costruito a ridosso di un masso, assecondandone la pendenza. Salire le sue scale storte ed entrarci è un’esperienza debilitante. La casa è stata costruita in tale maniera in modo tale che chi vi entra si sente disorientato. Appena messo piede, faticavo a camminare, mi sentivo confusa e mi girava la testa. Ho resistito per un minuto intero prima di scappare. Mi ci sono voluti un altro paio di minuti per riprendermi. Direi che se quello era l’effetto che voleva dare, c’è riuscito benissimo!

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Come si può parlare del Parco dei Mostri senza la statua che è diventata il suo marchio di riconoscimento? La statua dell’Orco sicuramente l’avrete vista da molte parti.

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Prima di partire per Bomarzo avevo già in mente che avrei fatto una foto particolare con quella statua come sfondo. In valigia avevo messo l’abito medievale nero assieme alla cintura coordinata e la mattina che dovevamo andare al parco li ho nascosti nello zaino.
Il bello di aver scelto un periodo come fine gennaio ha dato l’opportunità a me e al mio compagno, non solo di passeggiare in tutta tranquillità, ma anche di aver potuto fare questo ritratto ambientato in tutta calma.
(Nonostante il freddo, vi consiglio di andarci in bassa stagione proprio per poterlo esplorare in pace. PS. Controllate gli orari: in inverno il parco chiude al tramonto, quindi a metà pomeriggio!)

Approfittando di un momento in cui l’unico gruppetto di turisti oltre a noi si fu allontanato, mi sono infilata dentro la bocca del mostro per cambiarmi velocemente.
Quando sono uscita, gli unici spettatori erano un gruppo di operai che stavano lavorando lì vicino: chissà che avranno pensato! 😂
Ho impostato composizione e impostazioni della reflex e ho usato Max come cavalletto e autoscatto remoto umano. Abbiamo fatto un po’ di prove di scatto per sceglierne solo una ma è difficile quando non riesci a vedere cosa stai fotografando e il tuo compagno non è pratico di fotografia.

Sono comunque molto soddisfatta dello scatto portato a casa. 

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Dopo i vari tentativi fotografici, mi sono rivestita in fretta e abbiamo proseguito il nostro percorso, passando con nonchalance di fianco agli operai che ci guardavano di sottecchi.
Non vi svelo altro del Parco dei Mostri. Dovete andarci per poter vivere l’atmosfera del luogo.

Ho montato anche un piccolo video del viaggio, filmato con una Apeman, una GoPro economica. 😊

Spero di avervi fatto venire voglia di fare le valigie e partire. 👜
A presto,
Veronica

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2 pensieri su “Fine Art Travel Photography: Il Parco dei Mostri di Bomarzo

  1. Il posto sembra davvero fantastico. L’ambientazione, secondo me, sarebbe ottima per un servizio fotografico dei tuoi con abiti in stile medievale. Almeno sei riuscita a portare a casa quello scatto con la statua dell’Orco. Sì, mi è venuta voglia di partire! 😊

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    1. Concordo con te! Infatti mi sarebbe piaciuto fare più fotografie fine art all’interno del parco ma temo che senza permesso non si possano fare servizi fotografici a tema. In alcuni posti so che è così. Però mi è rimasta la voglia: in futuro, chissà! Sì, Monique, vacci vacci assolutamente appena riesci 😀 non te ne pentirai. Buona serata, Veronica

      Piace a 1 persona

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