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Le fiabe e i suoi simboli: Cappuccetto Rosso

Blog, Il Racconto dei Racconti

Seconda fiaba del progetto fotografico Il Racconto dei Racconti sul tema della simbologia nelle fiabe e il loro inno al Femminile. Ne ho parlato più dettagliatamente nel precedente post —>Le fiabe e i suoi simboli: L’Orsa.

: LA FIABA E I SUOI SIMBOLI

La fiaba è quella dei Fratelli Grimm e non c’è bisogno che vi riassuma la storia essendo tra quelle più conosciute al mondo e da cui sono state tratte moltissime versioni di ogni genere e in tutte le salse. Speriamo che la mia versione vi piaccia!
Intanto andiamo con ordine e vi illustro la simbologia di “Cappuccetto Rosso”.
E’ un vero e proprio rito di passaggio dall’infanzia all’età adulta. Il motivo scatenante sono le prime mestruazioni simboleggiate dal cappuccetto rosso che viene donato alla bimba.

Importante è la nota sul colore. Molte fotografie del progetto che sto pianificando ruotano intorno a tre colori principali (rosso, bianco e nero). Il rosso è un colore ambivalente, è il colore del sangue, che può simboleggiare la vita attraverso il sangue uterino o il mestruo, il parto, oppure il sangue della morte dell’aborto o dei sacrifici. In certi riti iniziatici all’adepto viene fatto indossare un cappuccio o gli si colora la testa di questo colore. Si dice che nelle antiche culture matriarcali, il dono dell’hennè (una pianta che produce un pigmento naturale di color rossiccio) e di altri pigmenti rossi alle giovani, con i quali si tingevano piedi e mani, era un momento fondamentale dei riti di passaggio. Tra questi, uno dei più importanti, riguardava la prima mestruazione e celebrava il passaggio dall’infanzia alla capacità di portare vita nel proprio ventre, il potere sessuale che l’accompagna e tutti i riti femminili connessi. Ancora oggi in molti matrimoni dei paesi medio-orientali e indiani alla donna che sta per sposarsi vengono fatti dei disegni con l’hennè come buon augurio.
Essendo diventata donna, la giovane si trova dinanzi al sesso per la prima volta. L’avvertimento del lupo è un messaggio di stare attenta all’uomo che cerca di ammaliare e portare sulla “cattiva strada” la ragazza. Molti testi descrivono di come ci sia un nascosto rapporto tra Cappuccetto Rosso e il Lupo e che, quando vengono rappresentati insieme a lett,o è una rappresentazione di un atto sessuale. La fiaba racconta anche del conflitto uomo-donna, il patriarcato contro il matriarcato. E’ il mondo femminile che raffigura nel lupo il maschio violento e rapace.
Cappuccetto Rosso viene ingoiata dal lupo. In molte fiabe o miti, il protagonista passa un momento di sonno o di morte che simboleggia una fase rigenerativa, di rinascita.
Alla simbologia per ora totalmente negativa del lupo viene anche data una al contrario positiva nel libro “Donne che corrono coi lupi”. Riporto la citazione direttamente dal libro perché la trovo semplicemente stupenda:

“I lupi sani e le donne sane hanno in comune talune caratteristiche psichiche: sensibilità acuta, spirito giocoso e grande devozione. Lupi e donne sono affini per natura, sono curiosi di sapere e possiedono grande forza e resistenza. Sono profondamente intuitivi e si occupano intensamente dei loro piccoli, del compagno, del gruppo. Sono esperti nell’arte di adattarsi a circostanze sempre mutevoli; sono fieramente gagliardi e molto coraggiosi. Eppure le due specie sono state entrambe perseguitate, tormentate e falsamente accusate di essere voraci ed erratiche, tremendamente aggressive, di valore ben inferiore a quello dei loro detrattori. Sono state il bersaglio di coloro che vorrebbero ripulire non soltanto i territori selvaggi ma anche i luoghi selvaggi della psiche, soffocando l’istintuale al punto di non lasciarne traccia. La rapacità nei confronti dei lupi e delle donne da parte di coloro che non sanno comprenderli è incredibilmente simile.”

Ho voluto usare per Cappuccetto Rosso un trucco che richiamasse quelli tribali ispirandomi a varie tribù africane (Masai e Berberi) e di Indiani d’America. Ho scelto di dipingere metà viso di rosso per la simbologia spiegata sopra, e ho aggiunto dei cerchi bianchi e un disegno nero a forma di lisca di pesce che nella cultura berbera significa la pelle del serpente. Il serpente è un animale altamente simbolico e ambivalente. Fa parte del mondo ctonio di cui fanno parte molte divinità femminili. Nella religione minoica era un animale positivo e propiziatore, simbolo di fertilità. Inoltre gli antichi lo consideravano immortale per la sua capacità di cambiare pelle oltre a significare trasformazione.
La modella ha delle rose rosse tra i capelli, mentre nell’ultima scena ne tiene tra le mani una bianca. La rosa è un fiore legato al mondo femminile soprattutto per l’ambigua posizione dei suoi petali: è un fiore elegante e delicato, ma racchiude un significato particolarmente sessuale. Stanno a significare quindi la sessualità in boccio e la rosa spezzata indica e anticipa la perdita della verginità e/o dell’innocenza. Inoltre nascondere qualcosa sotto una rosa, sub rosa, sta a significare un segreto, qui il segreto degli antichi riti femminili. Ciò deriva da una pratica romana di mettere rose sul tavolo durante una riunione: quello che si diceva intorno a quel tavolo doveva rimanere segreta.
L’ultima fotografia della serie, “Morte Rituale”, richiama un rito che si svolgeva tra gli abitanti della tribù di Kuna, popolo indigeno dell’arcipelago di Panama. Le ragazze che avevano il loro primo mestruo venivano fatte stendere sul terreno e ricoperte di fiori e terra dalle donne anziane della tribù. Stava a significare la sua morte dell’infanzia e la rinascita come Donna, aiutata dalle donne più vecchie, simbolo di saggezza, le sole che hanno affrontato tutti i cambiamenti del Femminile e sanno insegnare e trasferire il loro sapere alle più giovani

: LA STORIA DIETRO LO SCATTO

Come detto nel precedente post, la storia della prima serie di scatti è stata travagliata. Per quanto riguarda Cappuccetto Rosso, la modella il giorno prima dello servizio è stata ricoverata in ospedale. E’ stata una notizia bruttissima perché considero Mery come un’amica e sono stata in pensiero per lei nelle settimane successive.
Ho tentato di trovare un rimpiazzo, la sera e la mattina prima dell’orario stabilito avendo tutto pronto e avendo comprato una marea di rose per il servizio (rispetto a quello che vedrete erano molto di più! La seconda volta mi sono contenuta), ma non trovai nessuno con un così poco preavviso. Ma fu meglio così! Mery mi piaceva, la vedevo perfetta per quel ruolo, e anche se dovevo aspettare mesi volevo lei.
Fu così che da maggio arriviamo a fine agosto per lo scatto.
Appena rincontrai Mery fu una gioia! L’avevo fotografata già in precedenza per una serie di scatti in studio (il ritratto della ragazza ispirato a un famoso quadro di Veermer è lei) e quindi avevo avuto già modo di conoscerla.
Avevo provato a cercare una truccatrice, ma una ragazza molto brava dei miei dintorni era impegnata, mentre le altre MUA venivano da lontano e il rimborso spese mi sarebbe costato: non avevo quel budget a disposizione. Ce la cavammo e fu un gran divertimento nel cercare di non fare casini con i colori per truccabimbi (sono ottimi per certi trucchi facciali). Abbiamo pasticciato non poco ma alla fine in due siamo uscite vittoriose.
Questa volta non c’era una truccatrice ma ci siamo comunque perse in chiacchiere e abbiamo di nuovo sforato i tempi. Per fortuna ho voluto iniziare al mattino sul tardi in modo da avere molte ore a disposizione fino al pomeriggio inoltrato.
Caricata l’assistente e la mia amica, Giorgia, ci siamo dirette verso il bellissimo Parco di Roncolo in provincia di Reggio Emilia. Ogni volta che ci vado sembra di entrare in un bosco delle fate: è così magico!
Giunte sul posto abbiamo dato “scandalo” alle persone che vedevano questa ragazza con un trucco vistoso da non passare inosservato, cariche di attrezzature e rose, che arrancavamo su per una collina per giungere sul posto che mesi addietro avevo scovato e che mi era piaciuto tantissimo. Nel frattempo la vegetazione era cresciuta e aveva cambiato un po’ forma. Faticai a capire dove era il posto che avevo scelto ma finalmente lo riconobbi da un arco ricco di edera formato da un ramo di un albero.
L’orario mi dava una bella sfida: erano quasi l’una e mezza, e il sole cadeva a picco. Per fortuna nel fitto degli albero riuscivo a trovare zone d’ombra e dove non arrivava l’ombra giungeva l’aiuto di Giorgia con un pannello diffusore.
Purtroppo non ho foto backstage se non una che testimonia una delle parti più divertenti e difficili del servizio, sia per me sia per assistente e modella.

Cappuccetto Rosso foto backstage / Red Riding Hood BackstageCappuccetto Rosso foto backstage / Red Riding Hood Backstage

Finora me l’ero cavata con la luce del sole ma a fare la foto che si intitola Il Rito (vedi sotto) il luogo era o molto buio sotto gli alberi o rischiavi di avere raggi di luce abbagliante. Necessitavo di un flash ma il terreno era in pendio, serviva qualcuno a tenerlo, tuttavia Giorgia mi serviva per usare i fumogeni. Ho montato stativo, flash e ombrello e ho provato comunque ma ho dovuto desistere subito: non stava in piedi in nessun modo. Dovetti alzare gli iso ma preferii non alzarli più di tanto visto che la mia reflex produce abbastanza rumore già a 400, quindi decisi di tenere la foto più scura e salvarla in post-produzione. E infatti è venuto un buon lavoro a parer mio.
La parte divertente e stressante insieme fu coordinare posa della modella e movimento dell’assistente con il fumogeno in mano. Era tutto un gridare ordini mentre Giorgia correva come una matta. Rispetto alla scena in cui avevo tentato di usare i fumogeni per L’Orsa e non era andata bene, oggi il vento era dalla nostra e dopo molti tentativi siamo riusciti a ottenere dei buoni scatti. Mery era incriccata a forza di stare rigida in ginocchio per tanto tempo, e Giorgia era sfinita a forza di correre. Eravamo chi stanca, chi accaldata, chi ricoperta di tagli di rovi, ma ne è valsa la pena. La cosa magnifica di queste collaborazioni con persone che credono in te e nelle tue idee è vedere che ce la mettono tutta nonostante la stanchezza, le tante ore di posa, la fame per aver saltato il pranzo e come in questo caso ferite da battaglia. Vi ringrazio tanto, ragazze!

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“Un giorno le donò un cappuccetto di velluto rosso e, poiché le stava benissimo e non voleva più toglierselo, da allora la chiamarono sempre Cappuccetto Rosso.”

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“Come entrò nella foresta Cappuccetto Rosso si imbattè nel lupo. La bambina però non sapeva quant’era cattivo, perciò non aveva paura di lui.”

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“Ogni fiore che coglieva si spingeva un pò di più in là, convinta che ce ne fossero di più belli e così facendo si addentrava sempre più nel folto della foresta.”

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“Con un balzo il lupo uscì fuori dal letto e si mangiò la povera Cappuccetto Rosso.”

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Cosa ne pensate della mia versione di Cappuccetto Rosso? Vi piace? Lasciatemi i vostri commenti qui sotto: sono curiosa di sapere i vostri pareri.

Seguitemi su Facebook per avere notizie delle prossime foto del progetto!

***

Fonti:

“Fiabe” di J. e W. Grimm
“Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estès
“Il mondo incantato” di Bruno Bettelheim
“Il Femminile nella fiaba” di Marie-Louise Von Franz
http://www.ilcerchiodellaluna.it

***

§ coming soon the English translate! §

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6 pensieri su “Le fiabe e i suoi simboli: Cappuccetto Rosso

    1. Grazie! Se sei interessata all’argomento, per la primavera ho in cantiere altre fiabe, alcune poco conosciute e una molto famosa che credo ti stupirai nell’apprendere la simbologia al suo interno. Continua a seguirmi anche su Facebook per essere aggiornata sulle ultime notizie. 🙂
      Concordo per la scelta dei colori che ho scelto proprio per il bellissimo contrasto rosso/verde.

      Piace a 1 persona

      1. Sì, adoro questa tipologia di foto! Vorrei anche io realizzare dei progetti a tema!! Ne ho in mente uno “fatato” ma dovrò trovare la giusta modella e sopratutto aspettare la primavera! Ti seguo su Facebook allora! Se ti va, ti invito nel mio blog aperto da pochissimo! 🙂

        Piace a 1 persona

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