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Le fiabe e i suoi simboli: L’Orsa

Blog, Il Racconto dei Racconti

È passato ormai un anno da quando nacque nella mia mente il Racconto dei Racconti, il progetto fotografico che oggi vorrei presentare.
Il titolo prende il nome dall’omonima serie di fiabe scritte nel seicento dall’italiano Giambattista Basile da cui ho preso spunto per alcune storie del progetto.
Il tema trattato sono proprio le fiabe, nello specifico la simbologia celata dietro di esse, da quelle più famose a quelle meno conosciute (come quelle di Basile, famose più all’estero che in patria).
Studiando la simbologia ho conosciuto un mondo nuovo dietro le fiabe che mi ha fatto rivalutare il modo in cui le ho lette fino ad ora. Fiabe come Cenerentola e Biancaneve, non hanno mai attirato la mia simpatia poiché le consideravo troppo sessiste. E invece, tutt’altro! Sono un inno al femminile e racchiudono una serie di antichi riti di passaggio. Da quel momento è anche questo che è diventato il tema del progetto: un inno alla Donna e al Femminino Sacro, e un’ occasione per ricordare che siamo ancora lontane dalla parità dei diritti, soprattutto in alcune parti del mondo. Ma questa, è un’altra storia…

L’ORSA
di Giambattista Basile

 : LA FIABA E I SUOI SIMBOLI :

La prima serie di fotografie sono ispirate alla fiaba “L’Orsa” di Basile.
Narra di una regina che in punto di morte fa promettere al marito di non sposarsi più, a meno che la nuova consorte non sia più bella di lei. Il problema è che la regina è una donna di grande bellezza. Alla sua morte il re vorrebbe risposarsi ma è disperato per la promessa fatta: dove troverà una più bella della sua defunta moglie? A quel punto gli viene in mente che sua figlia Preziosa ha ereditato la stessa bellezza della madre e decide di sposarla. Preziosa si oppone alla sua decisione ma non può far altro che obbedire. Si dispera con una sua vecchia balia che l’aiuta donandole un bastoncino: mettendolo in bocca si trasforma in un’orsa e con quella forma può scappare dal palazzo rifugiandosi in una foresta.
Un giorno passa per quei boschi un principe che è a caccia. Incontra Preziosa sotto forma animale ed egli rimane folgorato dalla bellezza della bestia e la sua mansuetudine, tanto da decidere di portarla con sé per metterla nel giardino del suo palazzo.
Un giorno, Preziosa stanca di stare sotto forma di orsa, quando non la vede nessuno, si toglie il bastoncino per ritornare nella sua forma umana e incomincia a pettinarsi i capelli. Il principe da una finestra del castello la vede e non capisce da dove ella sia spuntata fuori. Corre verso il giardino ma prontamente Preziosa si rimette il bastoncino in bocca. Il principe intende che c’è sotto qualcosa e si finge malato. Sua madre non capisce cosa sia successo e il ragazzo insiste che sia l’orsa a curarlo. Preziosa si prodiga nelle cure e con un astuto inganno il principe riesce a baciare l’animale. Preziosa fa così cadere il bastoncino e rimane tra le braccia del principe nella sua vera forma. Alla fine, i due giovani si sposano.

Ci sono molte fiabe del ciclo dello sposo-animale (la più famosa è “La Bella e la Bestia”) ma per ora è la prima volta che mi capita una fiaba al contrario, con una sposa-animale.
L’orso in molte culture antiche era legato alla luna, al femminile e alla maternità; va in letargo che è considerata una sorta di rinascita ciclica. Era associato a molte dee cacciatrici come Artemide, dea vergine della caccia, essendo uno dei suoi animali preferiti. In Grecia esisteva un antico luogo di culto a Braurone (oggi Vravrona) in cui risiedeva un tempio dedicato ad Artemide. Si racconta che qui si recavano le giovani donne greche in procinto di sposarsi. Venivano chiamate arktoi, “orsette” e partecipavano a un segreto rito iniziatico: indossando vesti color zafferano, danzavano imitando le movenze dell’orso. Alla fine si sacrificava un’orsa per trasferire il suo istinto materno alle giovani donne. Per questo motivo ho fatto indossare alla modella un abito giallo, per richiamare questo antico rito.
All’inizio della fiaba Preziosa viene costretta a un matrimonio combinato, per di più con suo padre. Qui freudiani e junghiani avrebbero da ridire su situazioni edipiche irrisolte, tuttavia non è questo di cui tratto. Questa fiaba è un messaggio per ricordare che nel mondo ancora molte ragazze, spesso giovanissime, vengono costrette a matrimoni combinati con uomini molto più grandi di loro. Posso solo immaginare l’urlo di orrore e la collera intrappolati nei loro petti come la protagonista della storia. L’orsa simboleggi anche la collera, la voglia di tirare fuori il proprio “istinto animale”, nel sfoderare zanne e artigli per combattere per la propria indipendenza e diritti.
La vecchia balia aiuta la giovane. Nelle culture pagane esistono tre età della donna: la Vergine, la Madre e la Vecchia/la Saggia, che rappresentano anche le tre fasi lunari. Qui abbiamo la Vecchia che con la sua saggezza aiuta la Vergine a fuggire. La Vecchia è la luna calante che indica a Preziosa che deve fermarsi e ritirarsi dentro sé stessa per poter rinascere.
Nella mia idea originale la modella teneva in mano una luna calante, ma non mi piaceva l’effetto che produceva, perciò ho inserito una luna piena.
La balia le dona un bastoncino. Io me lo sono immaginata come proveniente da un albero di alloro (la ghirlanda che indossa la modella). L’alloro è simbolo di vittoria, venivano incoronati con le sue foglie i vincitori alle gare olimpioniche nell’antica Grecia, oltre a significare la trasformazione come nel mito di Apollo e Dafne. Soprattutto a questo mito, richiama a me l’immagine di Preziosa che fugge ne bosco.
La ragazza passa qualche tempo nella foresta. In moltissime fiabe, il protagonista fugge nel bosco, vi trova riparo, si perde, viene abbandonato. La foresta è il simbolo del nostro inconscio, è un luogo di meditazione in cui possiamo ritrovare noi stessi e uscirne fortificati. Credo che sia vero. Passeggiare per un bosco ascoltando i suoi suoni, il ronzio degli insetti, il cinguettio degli uccelli, un fruscio di foglie; perdersi nei suoi rumori, odori, colori… Io ne esco sempre come una persona nuova.
Il principe trova Preziosa sotto forma di orsa e decide di portarla nel suo palazzo. La ragazza non ha ancora finito il suo processo di maturazione, non è ancora pronta per riunirsi al principio maschile. Il giovane capisce che c’è qualche inganno e cerca in tutti i modi di rompere l’incantesimo che, in questo caso, è voluto dalla ragazza stessa: quando sarà pronta, cesserà la “maledizione” e l’essere un animale. Alla fine la devozione e l’amore del ragazzo fanno sì che con un bacio sancisce la fine dell’incanto.
Solitamente nel ciclo dello sposo-animale, il principe è una bestia poiché è la rappresentazione del subconscio della donna che percepisce il sesso come qualcosa di animalesco e ripugnante. In questo caso può essere che Preziosa percepisca l’uomo e il sesso come qualcosa di orribile per via del matrimonio con il padre, e che solo un lungo lavoro su stessa aiutata dalla devozione del ragazzo riesce a superare.

: LA STORIA DIETRO LO SCATTO :

La realizzazione di questo scatto come quello di Cappuccetto Rosso (coming soon!) è stata tribolata e molto sfortunata agli inizi. Dovevano entrambi iniziare a maggio ma per una serie di problemi sono saltati fino ad agosto.
Per quanto riguarda “L’Orsa” avevo trovato una modella, ma la prima volta non andò a buon fine.
Trovai un’altra ragazza, Federica, che già avevo avuto modo di conoscere e, nonostante mi servisse una ragazza con i capelli più lunghi e biondi (così come descritto nella storia), ho preferito premiarla per il suo entusiasmo: aveva fatto già suo il progetto e la fiaba, come non scegliere lei?
Il luogo per il servizio fotografico sono stati i Boschi di Carrega, nei dintorni di Parma. Ho scelto questo luogo soprattutto perché durante i miei vagabondaggi nei boschi ho scovato questo posto stupendo in cui mi sono immaginata immediatamente la scena dove Preziosa si pettina i capelli. Una panchina completamente avvolta dalla vegetazione e quasi incastrata in questa nicchia naturale. Stupenda!
Avevo immaginato un trucco diverso per il servizio ma decisi di affidarmi alla truccatrice con cui ho collaborato visto che, sicuramente, era più pratica di me. Questa è la seconda volta che collaboro con una MUA e ho imparato una lezione: mai affidarsi ai tempi che dicono loro! Organizzatevi per tempo, mettete in conto almeno due/tre ore per il trucco. Io mi sono affidata ai tempi che mi aveva annunciato e abbiamo sforato alla grande. Quando mi sono accorta dell’orario il mio unico motivo d’ansia era per il calare del sole. Erano ormai le sei e avevamo altri venti minuti per arrivare sul posto assieme alle assistenti.
Appena Federica fu pronta, siamo volate sul posto.
La mia ansia nel dover fare in fretta evaporò nel mentre del servizio per cercare di fare un buon lavoro e, in particolare, perdemmo tempo per cercare di far funzionare i fumogeni nel modo giusto, ma purtroppo il vento non ci fu amico! A parte esserci affumicate tutte (soprattutto la modella) la scena fu divertente. Federica seduta sulla panchina, una delle assistenti, Laura, intenta a saltellare di qua e di là con il fumogeno in mano, io che gridavo ordini, mentre ogni tanto passavano degli occasionali passanti che guardavano incuriositi (oltre ad aver fatto scappare una coppietta che stavano seduti lì vicino.)

Foto backstage del progetto fotografico Il Racconto dei Racconti: L'Orsa

Foto backstage del progetto fotografico Il Racconto dei Racconti: L'Orsa

Foto backstage del progetto fotografico Il Racconto dei Racconti: L'Orsa

Foto backstage del progetto fotografico Il Racconto dei Racconti: L'Orsa

Fu solo quando finimmo quella scena che una delle assistenti mi fece notare che erano quasi le sette e mezza: e il sole calava inesorabile.
Gli scatti successivi furono molto concitati e frettolosi. Avrei voluto dedicarmici di più ma non avevamo tempo. E nella fretta, non avendo nemmeno il tempo di poter montare un flash esterno, mi sono fatta prendere dall’agitazione, impostai male le impostazioni della reflex e gli ultimi scatti vennero mossi. Per me fu un orrore quando li vidi sul computer e, sì, mi depressi un po’.

Foto backstage del progetto fotografico Il Racconto dei Racconti: L'Orsa

Non ringrazierò mai abbastanza Federica che si propose di rifare questi ultimi scatti dopo due settimane, quando entrambe avevamo un pomeriggio libero. La ringrazio tanto perché lo scatto “Il Bosco ti indicherà la Via” è quello che preferisco della serie dell’Orsa.

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“Frattanto Preziosa se ne uscì fuori e corse alla volta di un bosco dove le Ombre cospiravano tra loro su come, verso le ventiquattrore ore, potessero fare qualche torto al Sole.”

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Tu metti questo sprocco in bocca, subito diventerai un’orsa; e poi sfratta, ché lui ti lascerà fuggire, e vattene dritto al bosco, dove il cielo ti ha serbato la ventura tua.”

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“Il principe, rimasto solo, si affacciò per vedere l’orsa, e vide che Preziosa, per acconciarsi i capelli, si era tolto lo sprocco dalla bocca e si pettinava le trecce d’oro.”

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“Ma mentre stavano muso a muso, non so come, lo sprocco sfuggì di bocca Preziosa, e fra le braccia del principe resto la più bella cosa al mondo.”

***

Cosa ne pensate? Lasciatemi i vostri commenti qui sotto: sono curiosa di sapere i vostri pareri.

A presto con Cappuccetto Rosso!

***

Fonti:
“Il Racconto dei Racconti” – Giambattista Basile
Donne che corrono coi lupi” di Clarissa Pinkola Estès
Il mondo incantato” di Bruno Bettelheim

***

§ coming soon the English translate! §

 

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3 pensieri su “Le fiabe e i suoi simboli: L’Orsa

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